
“Preservare ciò che destinato a durare significa unirsi alle forze dell’Eternità“
afferma la dott. ssa Valeria Nanni, giornalista e storica dell’arte, nonchè Presidente dell’Associazione Culturale Dafne, durante la conferenza su “I Musei dell Tavoliere delle Puglie“ avvenuta ieri 21 aprile ‘09 nella Sala Mazza del Museo Civico di Foggia.
L’evento è stato organizzato dall’Associazione Amici del Museo Civico per il desiderio di discutere di Museologia in Puglia ed in particolare in Capitanata, cercando di portare le novità degli studi militanti del settore.
Alla conferenza ha perciò preso parte anche il Preg.mo Prof. Saverio Pansini, Docente di Museologia all’Univerità degli Studi di Bari, portando la sua decennale esperienza museologica e le ultime novità di settore. “I fondi destinati ai sistemi museali ci sono e in grande quantità – certifica- occorre saperli gestire“.
L’incontro ha reso pubblico un importante studio di settore condotto nel 2005 dagli stessi realtori, un’indagine conoscitiva museale che ha censito tutti i Musei della provincia di Foggia e schedato i 16 Musei del Tavoliere delle Puglie, colmando perciò una lacuna durata 20 anni. L’ultima indagine la si poteva far risalire infatti al 1984, sebbene essa riguardasse l’intera regione Puglia e vertesse sui materiali presenti nei musei e quindi non considerabile uno studio scientifico.
In 20 anni molto è cambiato. In incremento la sensibilità e la conoscenza del valtore dei Beni Culturali tesimoniate da un aumento di ben 9 musei nel Tavoliere negli ultimi 6 anni. Anche dal punto di vista legislativo muta il modo di intendere il Museo (D.lg. n ° 42/2004) che diventa sempre più una Istituzione viva, promotrice di cultura, luogo utile per pensare, conoscere e riappropriarsi delle proprie radici.
Tale censimento è stato condotto intervistando i singoli direttori dei musei presenti ed è perciò possibile affermare che nella sostanza ciò che manca è proprio un sistema museale che orgsnizzi i musei in rete, dove poi ognuno di essi diventerebbe un sensore sul territorio, che recepisce i bisogni, li rielabora nella rete, coordinando le attività, e restituisce la soluzione in modo più complesso e mirato, all’interno di una strategia culturale di ampio respiro.
Attraverso la Rete anche i finanziamenti risulterebbero rafforzati e si formerebbe un fervore culturale capace di catturare il cittadino, che così guarderebbe ai Musei come ad Istituzioni promotrici di cultura e non come un “ospizio di frammenti”.
Non basta Conservare, occorre Valorizzare attraverso anche strategie di marketing culturale.