Le vie della Transumanza
“Settembre, andiamo. È tempo di migrare. Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori lascian gli stazzi e van verso il mare …. e vanno pel tratturo antico al piano…”. Sono le famose parole in versi del poeta Gabriele d’Annunzio della sua poesia ‘I Pastori’ che raccontano, con leggero lirismo, il fenomeno storico della Transumanza, che ha interessato per lunghissimi anni le nostre pianure di Capitanata.
I pastori percorrevano l’Abruzzo e il Molise per giungere alle nostre pianure: il Tavoliere delle Puglie su cui trova ubicazione la città di Foggia.
Sono parecchie le vie della transumanza chiamate Tratturi, delle vere e proprie reti di larghe vie erbose regolamentate per il tragitto dei transumanti. Larghi circa 111 merti, i tratturi si snodavano dalle terre più interne dell’Abruzzo fino al Tavoliere delle Puglie. Queste vie della transumanza seguivano itinerari fissati dall’uso nei millenni e che, durante gli anni della dominazione aragonese, furono rigidamente protetti da leggi (1447).
L’Epitaffio eretto in via Manzoni a Foggia testimonia appunto il pagamento della Dogana delle pecore.
Tre sono i tratturi più lunghi dell’Italia meridionale e che giungevano in Capitanata:
• Regio Tratturo L’Aquila Foggia, con i suoi 244 km.
• Regio Tratturo Val di Sangro Foggia lungo oltre 220 km
• Regio Tratturo Pescasseroli Candela (FG), che conta 211 km
L’Associazione Culturale “Dafne” li propone come mete per itinerari storico-naturalistici per riscoprire il proprio passato e “su le vestigia degli antichi padri” guardare con diversi occhi paesaggi pianeggianti, consueti per un foggiano.




